Scelti i nomi dei sei Giusti che saranno iscritti al Giardino del Monte Stella

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Sei nomi, sei targhe. Un modo per preservare la memoria di chi ha vissuto e talvolta anche scelto di morire per la giustizia, lottando contro il silenzio e l’indifferenza. Sei nomi che saranno scolpiti per sempre nel Giardino dei Giusti dell’Umanità del Monte Stella il prossimo 6 marzo, aggiungendosi agli altri di coloro che si sono distinti per le loro azioni.

Le sei nuove targhe riporteranno i nomi di Raphael Lemkin, ebreo polacco e autore della convenzione contro il reato di genocidio, approvata dall’Onu nel 1948; di Aristides de Sousa Mendes, console portoghese a Bordeaux che disobbedì agli ordini del suo governo e fornì visti di transito agli ebrei perseguitati; di Henry Morgenthau, ambasciatore americano nell’Impero Ottomano che visse per far emergere le atrocità del genocidio armeno; di Ilham Tohti, docente cinese di etnia uigura, condannato all’ergastolo per aver denunciato le discriminazioni verso le minoranze in Cina, al termine di un processo lampo durato due giorni; di Evgenija Solomonovna Ginzburg, testimone diretta dei campi di lavoro sovietici, dove fu sottoposta a lavori massacranti e tortura; e di Godeliève Mukasarasi, sopravvissuta al genocidio dei tutsi in Ruanda che, nonostante le minacce e l’uccisione di sua figlia e suo marito, scelse di testimoniare nel processo che portò alla prima condanna al mondo per genocidio.