Giornata di disagi per i milanesi e i pendolari che contavano di prendere un mezzo pubblico. È infatti andato in scena lo sciopero nazionale indetto da CGIL, CISL, UIL, FAISA CISAL e UGL per protestare contro il il mancato rinnovo del contratto nazionale di categoria.
All’agitazione ha aderito anche la sezione milanese del sindacato ORSA Trasporti, decisione che ha coinvolto quindi anche i lavoratori di ATM. Risultato: alle 8.45 le metropolitane hanno chiuso i propri cancelli, mentre il trasporto di superficie ha subito notevoli riduzioni.
Come d’abitudine, il servizio è stato comunque garantito in alcune specifiche fasce orarie: l’agitazione ha quindi preso avvio alle 8.45 per interrompersi tra le 15 e le 18. Quindi niente mezzi fino alla fine del servizio.
Fonti della Filt Cigl parlano di un’adesione media dell’80%, con un dato più alto, com’è intuibile, sulle metropolitane chiuse e un’astensione media per i mezzi di superficie che arriva comunque al 70%.
Un’adesione straordinaria se si pensa che l’ultimo sciopero dei mezzi, quello del 26 marzo scorso, aveva avuto – secondo le rilevazioni ATM – un’adesione del 32%.
Resta il fatto che poco dopo le 8.45, molti viaggiatori sono arrivati ai tornelli della metro per trovarsi la strada sbarrata. Alcune tenui proteste da parte dei viaggiatori che si sono poi dovuti inventare un modo alternativo per spostarsi.
La riapertura delle porte della metropolitana è avvenuta senza intoppi, spiega Atm in una nota, alle 15, per poi rifermarsi alle 18 e rimanere chiusa fino a fine servizio.






