L’emergenza coronavirus ha sconvolto le abitudini quotidiane di tutti. E se ad oggi non si sa ancora quando la quarantena forzata, le misure precauzionali da adottare qualora si uscisse di casa verranno cessate, si guarda al futuro e si ipotizza un mondo in cui il coronavirus esisterà ancora ma si dovrà convivere con esso. E molto probabilmente niente tornerà effettivamente più come prima.
Il professore ordinario di Demografia all’università Cattolica di Milano, Alessandro Rosina, fa un prospetto su quale sarà il futuro della metropoli quando l’epidemia cesserà.
Rosina crede che “Ci sia una consapevolezza crescente non solo fra gli esperti ma anche fra la popolazione che i cambiamenti non riguarderanno solo il periodo attuale. Essendo la città più dinamica Milano paga di più i costi dello stop attuale. Ma ha molte riserve, una ricchezza materiale, culturale ed economica che può attivare la ripresa. La città arriva da anni di grande spinta in avanti: tutta quell’energia positiva non è scomparsa. Sarà importante capire però dove andare, postulando un nuovo modello di sviluppo sociale ed economico”.
Il telelavoro ci accompagnerà anche domani. Infatti lo smartworking potrebbe diventare virtù anche perché tra i vari vantaggi c’è quello di poter riconciliare la vita familiare con quella lavorativa.
Infine il professore ipotizza termoscanner ovunque: “Io penso che si utilizzeranno dei droni in grado di misurare la temperatura. Si possono declinare sicurezza e salute con le nuove tecnologie, senza comprimere di più la libertà”.







