La saga dello stadio San Siro non è certo prossima alla sua conclusione – almeno questo dicono sin qui i fatti – eppure sembra che la pausa estiva abbia rimesso benzina nel motore della questione. Una prima tappa sarà quella di venerdì 13 settembre a palazzo Marino, quando Inter e Milan incontreranno il sindaco Beppe Sala per valutare ancora insieme il progetto di riqualificazione proposto da WeBuild.
Ma gli occhi di molti sono piantati su un orizzonte più lontano, anche se di poco. Entro fine mese, infatti, è attesa una decisione da parte dei club sulla possibilità di realizzare una nuova casa insieme. Può sembrare un passo indietro rispetto ai progetti annunciati a San Donato e a Rozzano, eppure questa voce prende ogni giorno di più consistenza.
Resterebbe comunque da definire l’indirizzo della nuova casa rossonerazzurra. Il Meazza riqualificato resta un’opzione, ma non è detto che le aree già comprate dal Milan o quelle opzionate dall’Inter non possano costituire una valida alternativa. Per questo l’incontro di venerdì a Palazzo Marino è di quelli che possono risultare decisivi.
A commentare la possibilità è stato nelle scorse ore un altro spettatore interessato della vicenda: il governatore lombardo Attilio Fontana.
D’altronde, sono i numeri a dire che l’idea di rimanere coinquilini non è poi così male. Uno stadio a testa significa investimenti faraonici non inferiori al miliardo di euro e ricavi in potenza troppo bassi. E se è vero che le proprietà, ossia i fondi americani RedBird e Oaktree, devono far fruttare al meglio i soldi dei propri investitori, la strada più semplice – a volte – può essere quella giusta.
Secondo i club però, riqualificare San Siro, come auspicato dal Comune, non costerebbe i 400 milioni di cui parla il piano di WeBuild, ma circa 700. Meno che realizzare un nuovo stadio insieme, ma comunque un investimento importante per un impianto che nel giro di qualche anno, forse qualche decennio, potrebbe avere bisogno di nuovi interventi. E poi c’è da considerare il prezzo che il comune chiederà ai club per il Meazza e le aree circostanti, su cui sta lavorando l’Agenzia delle Entrate. Per questo le valutazioni su San Donato e su Rozzano non si sono fermate e i club si stanno scambiando documenti per studiare i rispettivi progetti.







