Tram deragliato a Milano, conducente indagato e scambio di persona su una vittima

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Avrebbe omesso “di regolare adeguatamente la velocità del mezzo” e non si sarebbe accorto che “lo scambio ferroviario” era “azionato in direzione ‘sinistra’”, non attivando quindi la “direzione ‘diritto’”. È così che la Procura di Milano ha motivato l’iscrizione nel registro degli indagati del conducente 60enne alla guida del Tramlink 9 deragliato venerdì scorso all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto. Sull’uomo pendono le ipotesi di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose e al suo nome potrebbero presto aggiungersene anche degli altri.

Nel deragliamento sono rimaste coinvolte circa cinquanta persone, due delle quali decedute nella stessa giornata dello schianto, sbalzati fuori dal mezzo. La prima vittima a essere identificata è stata Ferdinando Favia, 59enne residente a Vigevano. Non sarebbe invece Karim Touré, senegalese di 56 anni, il secondo deceduto, ma un altro cittadino di origini nordafricane, come lui condotto subito in codice rosso in ospedale.

Le indagini sono coordinate dal pm Elisa Calanducci, dalla procuratrice aggiunta Alessandra Dolci e dal procuratore Marcello Viola, che hanno affidato l’incarico alla Polizia Locale. Gli agenti, nella mattinata, hanno fatto visita alla sede di Atm in via Monte Rosa: dal blitz hanno acquisito informazioni cartacee sulle specifiche tecniche del Tramlink e le registrazioni e i messaggi tra la centrale operativa e il conducente del mezzo.

L’autista è stato nel frattempo dimesso dal Policlinico con una prognosi di 10 giorni per il trauma alla testa riportato nell’incidente e per una sincope vasovagale, una breve perdita di coscienza dovuta soprattutto a stress o dolore. L’uomo ha più volte ribadito di aver accusato un malore, che lo ha portato a perdere i sensi. Gli inquirenti, però, non escludono alcuna ipotesi e sono al lavoro, oltre che per stabilire se ci siano stati guasti al mezzo, anche per capire se il conducente fosse distratto. Il 60enne sarà quindi sentito dalla Procura.