Dal bonus all’indennizzo, sembra solo un cambio di parole, ma in mezzo ci giocano 2 milioni e a perderli sono i pendolari. È la denuncia che arriva dal partito democratico lombardo che ha esaminato l’ultima modificata del contratto del servizio ferroviario di Trenord. La regione ha così cancellato il cosiddetto bonus, ovvero la precedente modalità di ristoro in caso di ritardi e disservizi per i titolari di abbonamento mensile o annuale. Al suo posto viene applicato il sistema alternativo dell’indennizzo, solo che il ritardo per cui scatterà non sarà più di 5 minuti, ma di 15 e non sarà più un rimborso automatico ma a richiesta.
Secondo i dati forniti dal pd lombardo, dunque, su 179 linee bonus nel 2023 applicando il sistema dell’indennizzo, solo 73 lo avrebbero meritato. In più la denuncia che arriva dai democratici è che le risorse guadagnate dalla regione passando dal bonus agli indennizzi vanno a finanziare il regolamento per la gratuità della circolazione delle forze dell’ordine, che a questo punto verrà pagato dai pendolari.







