Urbanistica Milano: La procura su Bosconavigli, ”Per il Comune, danno da 5,5 milioni di euro”

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Le inchieste sull’urbanistica milanese hanno tenuto banco – e continueranno a farlo – per mesi. Eppure, quantificare con esattezza le dimensioni del problema non è cosa semplice. A farlo – per quello che forse è il caso più eclatante – sono stati i consulenti tecnici della Procura, che hanno preso in mano le carte relative al Bosconavigli progettato da Stefano Boeri e si sono messi a far di conto.

“Il danno subito dal Comune per un valore di monetizzazione non conforme ai criteri di legge”, si legge nei loro atti, è stato “determinato in € 5.548.244,98 euro”.

Insomma, oltre 5 milioni e mezzo di euro che non sono entrati nelle casse comunali e che risultano dunque come “un rilevante danno economico” per Palazzo Marino.

L’importo complessivo della monetizzazione – si legge ancora nella consulenza tecnica – sarebbe dovuto ammontare a € 7,8 milioni id euro, mentre invece è stato determinato in € 2,4 milioni, ulteriormente abbassato a poco meno di 2 milioni e 300mila euro per la riduzione del fabbisogno di servizi conseguente alla riduzione dell’impatto climatico.

Per i due tecnici nominati dalla Procura, insomma, il titolo edilizio per la realizzazione di Bosconavigli, ossia il permesso di costruire convenzionato, è “illegittimo”, dal momento che lo stesso sarebbe stato “rilasciato in mancanza di un apposito piano particolareggiato esteso alla intera zona”. In altre parole, dai costruttori non è stato fornito il contesto in cui la nuova struttura sarebbe stata inserita, dai parcheggi alle aree verdi pubbliche.

Le ipotesi di reato – ossia quelle di lottizzazione abusiva e abuso edilizio – vedono tra gli indagati anche lo stesso Stefano Boeri, oltre a progettisti, la direzione lavori, la società committente e due dirigenti comunali, tra cui Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello unico edilizia e componente della Commissione per il paesaggio e già coinvolto in altre indagini a sfondo urbanistico.

Intanto, il Tribunale del Riesame di Milano ha confermato il sequestro del cantiere delle Residenze Lac di via Cancano, nell’area del Parco delle Cave, rigettando il ricorso presentato dalla società Nexity Milano Parco delle Cave. Anche in quel caso, secondo l’accusa, la pianificazione preliminare era stata evitata con l’apertura di una Scia, la semplice segnalazione di inizio attività.