Nuovo sequestro di un cantiere a Milano giovedì mattina. La scure della procura, che ha decine di fascicoli aperti per la gestione dell’Urbanistica in città, questa volta è caduta sul progetto “Scalo House”, in fase di realizzazione all’angolo tra via Valtellina e via Lepontina, proprio di fronte allo Scalo Farini. Il progetto è diviso in due lotti: da un lato, è già terminata la “ristrutturazione edilizia” di un precedente immobile di uffici, trasformato oggi in alloggi convenzionati per studenti; dall’altro, è in corso la demolizione e la ricostruzione di due edifici di 1 e 2 piani, al posto dei quali dovrebbero sorgere due torri di 8 e 13 piani, per un totale per 65 appartamenti, con prezzi fino a 9-10mila euro al metro quadrato.
Giovedì mattina però, la guardia di Finanza ha apposto i sigilli al cantiere e sta procedendo anche a perquisizioni nei confronti di alcuni funzionari e dirigenti comunali e membri della Commissione per il paesaggio indagati per l’ipotesi di falso.
Il gip Mattia Fiorentini ha infatti accolto la richiesta di sequestro dei pm Marina Petruzzella, Mauro Clerici e Paolo Filippini, con l’aggiunto Tiziana Siciliano, in una delle 14 inchieste per abusi edilizi aperte dalla Procura sulle regole urbanistiche della città.
Nel decreto di sequestro firmato dal gip si legge che il “sistema di illegalità manipolatoria e di falsificazione ideologica dei titoli edilizi e alterazione del procedimento” non “accenna ad arrestarsi e sembra anzi avere subito un’accelerazione ed essere diventato ancora più pervasivo”.
Secondo i giudici, i dirigenti comunali avrebbero stipulato titoli edilizi e “atti” che sono “giuridicamente inesistenti” e da “nullità per il codice civile”, usurpando la funzione assegnata dalla legge al “consiglio e alla giunta comunale”. Insomma, i dirigenti non avrebbero avuto alcun “potere” per siglare la convenzione per Scalo House e ne hanno fatto un “uso spregiudicato”, scrive il Gip.
Come in altri casi, anche per quest’ultimo sequestro ci sarebbe stato un calcolo al ribasso sugli oneri di urbanizzazione, che, secondo il magistrato “si sostanzia in una forma di finanziamento occulto dell’intervento”. Il valore stabilito di 428 euro al metro quadrato, sottolinea infatti il gip, è molto distante da quello di mercato pari a 1.167 euro al metro quadro.
Al momento, nell’inchiesta Urbanistica ci sono due procedimenti, quello sulle Park Towers e quello su Torre Milano di via Stresa, già in fase di udienza preliminare, mentre ci sono almeno un’altra quindicina di fascicoli aperti o già chiusi, tra cui quello sul progetto Bosconavigli che vede indagato anche Stefano Boeri, l’archistar del Bosco Verticale.







