Andy Rocchelli, processo di appello dal 29 settembre. La difesa di Markiv prova a smontare le accuse

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Inizierà a fine mese il processo d’appello per la morte del fotoreporter Andrea “Andy” Rocchelli, per la quale la giustizia italiana ha condannato il militare della Guardia nazionale ucraina, il 30enne Vitaly Markiv, a 24 anni di carcere. Come noto il giornalista pavese, all’epoca dei fatti 30enne, era stato ucciso con il fixer (collaboratore giornalistico ndr) russo Andrei Mironov il 24 maggio del 2014 nei pressi di Sloviansk, lungo la linea di fronte fra Ucraina e separatisti filorussi del Donbass.

Nello stesso agguato si era salvato miracolosamente un altro giornalista, il francese William Roguelon, che ha raccontato con precisione quanto accaduto quel giorno: un vero e proprio tiro al bersaglio dei militari con kalashnikov prima e con artiglieria pesante poi.

Nel ricorso però, i legali di Markiv, così come lo Stato ucraino, sostengono che le indagini sono state svolte in modo troppo superficiale e che non ci sono prove sufficienti per dimostrare che fu proprio Markiv a orchestrare quell’attacco verso giornalisti inermi che stavano cercando di fare il proprio lavoro: documentare le sofferenze delle popolazioni ostaggio di quella guerra. Il 29 settembre dunque la Corte d’appello di Milano esaminerà il ricorso mentre proprio in vista di questa delicata scadenza il ministero dell’Interno ucraino ha indetto un briefing.

Secondo quanto asserito dalle autorità di Kiev, in quel posto i soldati ucraini, “erano armati soltanto con armi di tiro teso (cannoni o obici)», mentre «il giornalista è stato ucciso con pezzi di proiettili di mortaio». Per gli investigatori ucraini «nessun fuoco che avrebbe potuto causare l’evento tragico è stato fatto dalla collina» su cui si trovava Markiv e da dove «non si vede il luogo del fatto». Altra circostanza determinante per gli ucraini, la distanza tra il luogo dove si trovava in servizio il militare condannato e quello della morte di Rocchelli, stabilita in un chilometro e 760 metri: una distanza che sarebbe superiore al tiro delle armi in dotazione a Markiv.