Le immagini degli animali maltrattati nell’allevamento di Giussago hanno generato un’ondata di commenti e indignazione, soprattutto sui social network. Un caso sollevato da Themis, in prima linea sulle tematiche ambientali e sulla tutela animale.
Secondo le indagini degli attivisti, supportate da numerosi documenti, si tratterebbe di una risaia trasformata in un allevamento di bovini tramite il rilascio del cosiddetto codice stalla: un identificativo necessario per il tracciamento del bestiame.
L’attività andrebbe avanti da quasi 50 anni in uno dei più grandi allevamenti del pavese con i suoi 5mila metri quadrati. I dati cartografici e quelli catastali hanno fatto emergere l’anomalia: il terreno in questione sarebbe classificato come seminativo irriguo di classe 3, ovvero una risaia. Uno spazio dunque abusivo.
Questo è quanto scoperto dagli attivisti nel corso delle loro indagini. Al posto di una risaia vi sono infatti strutture fatiscenti al cui interno sono ospitati animali in condizioni disumane come mostrato dai video registrati dagli attivisti nel corso delle ultime settimane.
Bovini costretti a vivere al buio in mezzo ai loro stessi liquami e carcasse di animali ovunque. Una situazione grave e complessa per cui gli attivisti chiedono un intervento delle istituzioni preposte.







