Tre ragazzi annegati, tutti giovanissimi, nel giro di poche settimane. A Pavia, nella zona compresa tra il Ponte Coperto e quello della Libertà, è stata una stagione nera per i bagni in Ticino. Incidenti che hanno colpito l’opinione pubblica alimentando anche la discussione politica a Palazzo Mezzabarba. Se sui social network la polemica è stata rovente, tra i consiglieri comunali prevale la linea della riflessione e delle proposte.
E’ il caso di Alice Moggi, eletta nella lista civica di opposizione Pavia a Colori, che ha presentato una instant question per il prossimo consiglio comunale. Nonostante il divieto di balneazione infatti centinaia di persone, spesso non pavesi, si riversano sulle rive del fiume nei mesi più caldi. Nella maggior parte dei casi si tratta di cittadini stranieri che provengono da altre città e che probabilmente non conoscono le insidie del Ticino.
Le indicazioni di divieto di balneazione evidentemente non sono sufficienti a evitare gli incidenti. Per questo, ha sottolineato Alice Moggi, è necessario rafforzare i controlli lungo le rive del fiume e in barca da parte della Polizia Locale. Si deve poi promuovere un coordinamento operativo tra i vari enti che hanno competenza sul fiume per garantire un maggior presidio. Controlli dunque ma anche prevenzione con una campagna di comunicazione relativa ai rischi connessi al fiume con la realizzazione di una adeguata cartellonistica, in diverse lingue, e il coordinamento di campagne di sensibilizzazione sulla conoscenza del Ticino.






