La Corte di Cassazione ha annullato le due ordinanze emesse dal Tribunale del riesame di Milano nei confronti di fratelli Antonio e Francesco Calderone, amministratori della First Aid One Italia, la coop di Pesaro dei trasporti sanitari finita nella bufera a partire dalla primavera scorsa e posta sotto sequestro dalla Guardia di finanza di Pavia alcune settimane fa. I due fratelli Calderone nello scorso marzo erano stati raggiunti da un provvedimento cautelare, insieme a Michele Brait (all’epoca direttore generale di Asst PAVIA) e a Davide Rigozzi (responsabile del procedimento per una gara d’appalto contestata): l’indagine della Procura di PAVIA riguarda le ipotesi di reato di turbativa d’asta e e frode nelle pubbliche forniture, in relazione alle gare d’appalto per l’assegnazione dei servizi di trasporto in ambulanza in diverse parti del territorio nazionale (PAVIA, Roma, Milano, Ancona e Pescara).
Il 18 ottobre scorso la Guardia di Finanza ha anche sequestrato la “First Aid One Italia”, sempre nell’ambito della stessa indagine su caporalato e appalti truccati, per un valore complessivo di circa 11 milioni di euro. Lo studio legale che difende Antonio Calderone ha reso noto il provvedimento della Cassazione, che ha annullato le due ordinanze del Tribunale del Riesame (la prima ad aprile, la seconda in luglio) che avevano confermato i provvedimenti cautelari adottati dal Gip di PAVIA e contestualmente rigettato le richieste di scarcerazione presentate dalla difesa di Antonio Calderone.
“Pur nell’attesa di poter leggere le motivazioni della sentenza – spiega l’avvocato Giorgio Perroni – non ancora ovviamente depositate, merita comunque sottolineare la straordinarieta’ e l’importanza di questa ‘doppia vittoria’, che scardina l’impostazione accusatoria sin qui sostenuta dalla Procura di PAVIA”. Così la difesa dei due fratelli originari di Messina.






