4 milioni di euro, 1 milione all’anno. A tanto ammontano le perdite per le circa 20 Croci della provincia di Pavia a seguito della mancata partecipazione alla gara d’appalto indetta da Asst Pavia nel 2017 per i trasporti sanitari non urgenti. L’appalto era stato come noto assegnato alla First Aid One di Bollate, unica partecipante in quanto tutte associazioni avevano giudicato impossibile garantire il servizio al prezzo stracciato fissato dagli ospedali: il 25% in meno rispetto a tariffe che già non venivano aggiornate da una decina d’anni e quindi quasi fuori mercato, e a cui First Aid aveva applicato un ulteriore sconto del 10%.
Proprio nell’anno della gara contestata, il 2017, peraltro le tariffe erano state aggiornate dalla Regione con aumenti in media del 50%. Prima di quella gara, da molti anni, a garantire il servizio dei trasporti di organi, sangue e malati cronici nel Pavese era in pratica per metà la Croce Rossa, con i suoi 9 comitati, e per l’altra le varie altre Croci, affiliate ad Anpas e Faps, le principali associazioni del settore. La scelta di non partecipare alla gara era non era stata presa a cuor leggero – spiegano dal comitato provinciale della Cri.
Con quel milione di euro, seppur con margini ogni anno più risicati, le Croci pagavano gli stipendi a diversi dipendenti, il personale più impiegato nei trasporti secondari in quanto pianificabili e continuativi a differenza dei servizi di emergenza e urgenza. Il venir meno di questo introito ha portato inevitabilmente a dei tagli, con decine di lavoratori che sono rimasti a casa senza essere riassorbiti dalla società vincitrice.
L’ecosistema delle Croci pavesi si è quindi ridotto all’osso per sopravvivere e, ora che Asst ha bandito una nuova gara (questa volta con tariffe piene ed aggiornate che quindi permettono la partecipazione delle Croci), per tutti si renderà necessario un grande lavoro di riorganizzazione.







