Tutti assolti. La sentenza della Corte d’Appello sul caso Punta Est a Pavia apre un nuovo capitolo di una vicenda che continua a riservare colpi di scena. I fatti risalgono al 2012, quando la procura del capoluogo aprì un’inchiesta sulle residenze universitarie costruite in via del Vallone i cui alloggi erano poi stati messi sul libero mercato. Una procedura, secondo la procura, che avrebbe permesso di risparmiare sugli oneri di urbanizzazione.
Le accuse andavano dalla truffa, alla corruzione, all’abuso d’ufficio. In primo grado, nel 2018, erano stati comminati complessivamente 17 anni di carcere per i sei imputati: l’ex vicesindaco Ettore Filippi, il docente universitario Angelo Bugatti, l’ex dirigente comunale all’Urbanistica Angelo Moro, il costruttore Ciro Manna, la moglie del professor Bugatti, Paola Coppi, e l’avvocato Elisabetta Masnata.
Dopo il ricorso degli avvocati difensori il caso è arrivato alla Corte d’Appello che ha completamente ribaltato la sentenza. Bugatti, Manna, Coppi e Filippi (che aveva rinunciato alla prescrizione) sono stati assolti perchè il fatto non sussiste, Moro e Masnata perchè il fatto non costituisce più reato. Contestualmente, i giudici hanno disposto anche la revoca delle pene pecuniarie. Gli imputati non dovranno più pagare i 75 mila euro che erano stati previsti per le parti civili, nella fattispecie il Comune e l’Università di Pavia e l’Udu, il Coordinamento per il diritto allo studio.
Una sentenza che rende pienamente soddisfatti gli avvocati difensori. Dopo anni, spiegano, finalmente è emersa la verità. Yuri Lissandrin, il legale di Angelo Moro, che era stato anche licenziato per via del processo, parla della “fine di un incubo” per il suo assistito. Le motivazioni della sentenza verranno pubblicate tra 90 giorni, poi la procura di Pavia avrà altri 60 giorni di tempo per presentare un eventuale ricorso in Cassazione.







