Le scelte del governo sui cinema rischiano di minare i livelli occupazionali e la tenuta dell’intera filiera. E’ l’allarme lanciato dai sindacati, che nei giorni scorsi hanno anche organizzato una manifestazione per chiedere di lavorare insieme a soluzioni che possano cambiare la situazione e invertire il trend negativo che il settore sta attraversando.
In provincia di Pavia sono circa una trentina i dipendenti delle sale cinematografiche, più quelli dell’indotto (cioè chi si occupa delle pulizie e chi lavora nei ristoranti e nelle sale giochi interne). Per tutelarli, spiega Emanuele Colombo della Cgil, bisogna garantire regole certe.
In Francia -spiega Colombo- passano 15 mesi da quando un film arriva sulle piattaforme streaming; in Italia, invece non c’è regolamentazione. E tra quelle imposte dal governo, la regola più limitante è quella legata al consumo di cibi e bevande, ancora vietato nelle sale. Tutti temi su cui bisogna intervenire, conclude, per garantire una vera ripartenza del settore.







