Luci spente, locali vuoti: a molti non sarà sfuggita la contemporanea chiusura di tutti sushi, e più in generale dei ristoranti cinesi e giapponesi, presenti in città. Non si tratta di una semplice coincidenza. A pochi giorni dallo scoppio dell’emergenza coronavirus a Pavia una decina di gestori ha deciso infatti di sospendere l’attività fino a data da destinarsi.
Un lungo messaggio appeso fuori da uno dei tanti sushi del capoluogo spiega la motivazione. “Nel riguardo della comunità – si legge – e volendo contribuire a collaborare con tutti gli stakeholder per limitare la diffusione del contagio e far fronte all’emergenza coronavirus, i titolari dei ristoranti giapponesi hanno deciso di sospendere l’attività dal 24 febbraio fino a data da destinarsi. I nostri canali social, prosegue la lettera, rimarranno a vostra disposizione e saranno aggiornati per comunicare la data della riapertura. Nella speranza che tutto questo possa finire al più presto”.
Insomma, se i bar si sono lamentati dei paletti fissati dal dpcm del governo e molti ristoratori pavesi e non hanno evidenziato la crisi del settore causa coronavirus, i gestori dei sushi hanno invece reagito all’insegna della responsabilità. Chiudere per non alimentare il contagio e la paura nei giorni in cui lombardi e cinesi sono considerati i principali veicoli di trasmissione del coronavirus a livello mondiale.







