Covid, Draghi propone quarantena zero con 3° dose: a Milano e Pavia corrono i contagi da Omicron

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Quarantena azzerata per chi ha avuto un contatto stretto con un positivo e ha ricevuto la terza dose di vaccino o la seconda da meno di 4 mesi, mentre viene dimezzata, da 10 a giorni, per chi ha fatto il secondo vaccino ma da più di 4 mesi. È questa una delle principali misure prese dal Consiglio dei ministri guidato da Mario Draghi, che ha così cercato di correre ai ripari davanti a una inattesa impennata dei contagi, spinti dalla variante Omicron, che rischiano di mandare in tilt il Paese nonostante le ospedalizzazioni, parametro chiave per il passaggio in zona gialla o arancione, rimangano sostanzialmente sotto controllo proprio per effetto dei vaccini.

Restano uguali, invece, le tempistiche per chi è risultato positivo a un tampone: ovvero 10 giorni e a seguire tampone negativo.  Manca ancora il testo del nuovo decreto e resta l’incognita su quando entrerà in vigore, ma gli indirizzi sono chiari. Niente giro di vite, come richiesto da alcuni per alleggerire il sistema dei tamponi, per il green pass al lavoro: per tutti i lavoratori basterà il certificato base, ovvero quello che si ottiene con i tamponi e senza vaccino, ad eccezione di operatori sanitari, docenti e forze dell’ordine per cui è già attivo l’obbligo vaccinale.

Dal 10 gennaio ci sarà invece la stretta sulla capienza di stadi e palazzetti e l’introduzione del super Green pass per alberghi, fiere, servizi di ristorazione all’aperto, impianti sciistici, piscine, centri benessere e soprattutto trasporti. La decisione è giunta mentre in Italia si è verificata un’impennata di oltre l’80% dei nuovi casi di Covid. Si è registrata anche una crescita del 20,4% di ricoverati con sintomi e del 13% di persone che necessitano della terapia intensiva.

Aumentano anche i decessi: dal 22 al 28 dicembre sono stati 1.024, con una media di 146 al giorno rispetto ai 126 dei 7 giorni precedenti. In 45 Province italiane inoltre l’incidenza supera i 500 casi per 100 mila abitanti e ai primi posti ci sono le province lombarde: dai 1.243 casi di Milano agli 891 di Pavia in sesta posizione.