Emergenza Afghanistan: in arrivo 50 profughi nel Pavese

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Di sicuro, si sa che dovrebbero essere una cinquantina, per il momento, in provincia di Pavia. Ma sulla destinazione dei profughi in arrivo dall’Afghanistan tornato nelle mani delle milizie talebane dopo il ritiro degli Stati Uniti, non ci sono ancora certezze. O meglio si sa, ancora, che il loro traporto e una parte di servizi logistici sono stati affidati dalla Prefettura alla Croce Rossa Italiana.

E mentre le immagini tragiche di una Kabul nel caos ormai da giorni rimbalzano sui media, sono diverse in provincia le associazioni che si stanno mobilitando per offrire supporto ai profughi destinati a Pavia, tra i quali sembra ci siano diverse famiglie con bambini ospitate nella base logistica di Edolo in Valcamomica. Gente che negli ultimi anni ha collaborato con le Nazioni unite e soprattutto con i continenti italiani, probabilmente, la prima ad essere evacuata per timori di ritorsioni. Alla Prefettura, oltre alle associazioni di volontariato, si sono rivolti anche privati cittadini per offrire la propria disponibilità ad accoglierli.

Ma la questione dell’accoglienza è diventata inevitabilmente terreno di discussione politica. Accade, per esempio, a Voghera, dove l’opposizione ha presentato una mozione congiunta per chiedere al comune di attivarsi per garantire aiuto e supporto ai profughi, come spiega Antonio Marfi, del Movimento 5 Stelle, primo firmatario del documento che sarà discusso nel prossimo consiglio a settembre.