Si erano trasferiti a Vigevano da quattro anni in via Cesarea Ferdinando Favia e la sua compagna. L’uomo di 59 anni che ha perso la vita nel deragliamento del tram in via Vittorio Veneto e la sua compagna (una donna di sessant’anni sudamericana) , ricoverata in gravi condizioni al Fatebenefratelli, si erano stabiliti a pochi passi dalla piazza Ducale. Una casa di corte risistemata ospitava i due che non hanno figli e che lavoravano entrambi a Milano. Una coppia riservata ma gentile. Così li descrivono i vicini. Si alzavano presto ogni giorno per andare a lavorare a Milano e spesso i vicini li incrociavano al rientro. Un saluto veloce in strada e qualche parola scambiata. Nulla di più. Ferdinando, che lavorava nel settore marketing, in particolare si interessava alle questioni del cortile e, pur non partecipando alle assemblee degli inquilini, chiedeva sempre di essere relazionato. I due a Vigevano e nel cortile di via Cesarea in particolare, avevano trovato la propria dimensione. Al punto che qualche mese fa i vicini li hanno visti arrivare con un amico, per vedere una casa in vendita per un eventuale acquisto. Che però non si è concretizzato. La casa di via Cesarea da venerdì è chiusa e i vicini hanno visto arrivare la polizia locale per suonare al campanella della casa dove abitava Ferdinando. I residenti si sono chiesti il motivo, anche perché non sapevano che l’uomo che ha perso la vita di cui parlavano giornali e televisione era il loro vicino.

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