Il silenzio viene interrotto soltanto dalla voce dell’altoparlante, che annuncia un treno in partenza o in arrivo. Sulle banchine e sui convogli pochissime persone. E’ l’immagine della stazione di Pavia, poco prima delle 8 del mattino, nel primo giorno della cosiddetta fase due.
Scene di questo tipo, qui, si vedono solo in estate, quando tutti sono in vacanza. E invece è il 4 maggio, un lunedì, un giorno in cui si è abituati a vedere la ressa di pendolari e studenti, che arrivano o che partono. Scene che probabilmente non torneremo a vedere tanto presto. A poche decine di metri, la stazione degli autobus è altrettanto vuota. I mezzi lasciano le banchine con pochissime persone a bordo, i passeggeri hanno tutti la mascherina. Una situazione comune a molte stazioni della provincia.
Del resto, diverse aziende continuano a concedere la possibilità di lavorare da casa e chi va in ufficio lo fa solo in situazioni particolari. Molta gente, tra l’altro, ha scelto di muoversi in auto per evitare rischi sui mezzi pubblici, ma nel complesso anche il traffico è più che scorrevole. A Pavia le uniche code si vedono fuori dalle banche o dagli uffici postali. La strada verso il ritorno alla normalità sembra ancora molto lunga.







