L’allarme lanciato nei mesi scorsi dal consigliere comunale del Gruppo Misto Rodolfo Faldini si è trasformato in realtà: sul processo di fusione tra Lgh ed A2A la Corte dei Conti è arrivata anche a Pavia. L’ex sindaco Depaoli, gli ex consiglieri comunali della maggioranza e il vecchio cda di Asm sono stati raggiunti da quello che tecnicamente viene definito un atto di costituzione in mora: era stata infatti l’ultima amministrazione di centrosinistra ad avviare il processo di fusione senza una gara pubblica.
L’avviso della Corte dei Conti, nello specifico, fa riferimento ad un ordine del giorno votato in consiglio comunale nel dicembre del 2015: grazie a quell’indirizzo si è dato il via libera all’operazione di vendita del 51% delle quote di Lgh ad A2A. Processo di fusione proseguito quindi con l’amministrazione Fracassi.
Insieme a Cremona, Crema, Lodi e Rovato, Pavia, come noto, è tra i comuni che detengono le partecipazioni all’interno di Linea Group Holding. L’atto notificato agli ex amministratori del capoluogo evidenzia come una gara pubblica, anziché una cessione diretta delle quote tra Lgh ed A2A, avrebbe portato ad offerte più vantaggiose non solo per Lgh ma anche per il Comune di Pavia ed Asm.
Nessuna notifica, almeno per il momento, è stata invece recapitata agli attuali consiglieri comunali ed assessori di centrodestra.







