Il gioco d’azzardo non si ferma: la ricerca di BPER Banca

Featured Video Play Icon

La pandemia non ha fermato la diffusione del gioco d’azzardo, anche se alcuni indicatori suggeriscono una piccola contrazione del fenomeno. BPER Banca ha presentato i risultati dell’Osservatorio Gioco d’Azzardo 2021 commissionato a Nomisma.

Negli ultimi 12 mesi il 42% dei 6.000 ragazzi intervistati tra i 14 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta. Nel 2018 era il 48%, prosegue una progressiva riduzione rispetto al 54% del 2014. Va però segnalato che il 9% dei giovani ha sviluppato pratiche di gioco problematiche e quasi la metà (il 48%) ha nascosto le abitudini di gioco ai genitori, o comunque ha ridimensionato nel racconto il fenomeno.

La ricerca è stata effettuata anche fra gli over 65, con 1.500 questionari. In questa fascia di età la propensione al gioco è minore (solo una persona su quattro ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno) ma sono molto più presenti le forme patologiche: il 12% degli anziani coinvolti nelle interviste si è rivelato avere un approccio problematico al gioco.

“Siamo consapevoli del ruolo che le banche ricoprono nell’ambito del gioco d’azzardo – ha dichiarato Vittorio Stefano Kuhn, Chief Business Officer Lombardia di BPER – e stiamo attuando azioni concrete e attivando presidi che aiutino i giocatori a evitare che momenti di svago possano sfociare in patologia”.

Il gruppo BPER Banca ha programmato le proprie carte di credito perché non possano essere utilizzate per pagare punti vendita o siti internet di gioco d’azzardo. Sono inoltre previsti strumenti di supporto per la famiglia del giocatore patologico e iniziative di sensibilizzazione interna, come il monitoraggio di operazioni bancarie sospette al fine di individuare i soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico e intervenire nei loro confronti.