La Corte Suprema israeliana ha deciso: Eitan Biran deve rientrare in Italia entro 15 giorni. La notizia più attesa da parte della zia Aya è arrivata nel primo pomeriggio di lunedì. Il giudice Alex Stein ha stabilito che il bimbo debba tornare nel nostro Paese entro il 12 dicembre, respingendo di fatto l’ennesimo ricorso dei nonni materni e confermando la decisione del tribunale della Famiglia di Tel Aviv.
Nella sentenza si legge che il piccolo ha «vissuto in Italia quasi tutta la sua vita» e quindi non lo si può allontanare dalla «sua residenza abituale». Per il giudice Eitan “è stato portato in Israele con un rapimento e deve essere restituito ai tutori”. Tocca alle “autorità giudiziarie italiane”, ha concluso Stein, stabilire se ascoltare il minore “nel processo di adozione o in un altro processo che riguardi il suo bene”. La Corte ha quindi disposto il pagamento delle spese processuali da parte di Shmuel Peleg, per una cifra che si aggira sui 7 mila euro.
Per gli avvocati della zia Aya si tratta di una sentenza “legalmente, moralmente e umanamente corretta”. Per Shmuel Peleg, invece, “lo Stato di Israele ha rinunciato a un bambino ebreo indifeso… senza che la sua voce fosse ascoltata, a favore di vivere in una terra straniera, lontano dalle sue radici, dalla sua amata famiglia e dal luogo dove i suoi genitori e fratellino sono sepolti”. I Peleg hanno annunciato di voler continuare a lottare per riportare Eitan in Israele e di voler chiedere alle autorità italiane di riesaminare processo decisionale che ha portato alla nomina della zia Aya come tutrice.
Nelle scorse ore, intanto, è stato scarcerato Gabriel Abutbul, il 50enne israeliano che ha aiutato il nonno Shmuel a portare via Eitan dall’Italia l’11 settembre scorso. L’uomo, ora sottoposto all’obbligo di firma, era stato arrestato alcuni giorni fa in un albergo di Limassol, a Cipro. Nel procedimento sull’eventuale estradizione, sulla base del mandato d’arresto europeo, è stata fissata un’udienza per il 2 dicembre e la procedura ha un termine massimo di 60 giorni (prorogabili di altri 30). La richiesta di estradizione per Abutbul, su cui dovranno esprimersi i magistrati ciprioti, è stata già presentata. Anche il nonno Shmuel Peleg è stato raggiunto da un mandato di arresto europeo per il rapimento del bambino, ma il provvedimento non è ancora stato eseguito.







