“Documenti falsi e creati ad arte sostenere tesi ridicole e gravemente infamanti”: così la Losito e Guarini di Redavalle, una delle più grandi aziende di imbottigliamento di vino dell’Oltrepò e d’Italia, ha risposto in una nota alla pubblicazione dell’inchiesta di Report andata in onda domenica sera su Rai3.
Secondo quanto riferito da un ex dipendente al giornalista del servizio pubblico, infatti, qui si sarebbero miscelati vini di diversa provenienza per creare un prodotto adatto alle richieste della grande distribuzione. L’accusa, riferita a un periodo preciso, il 2015, si basa anche su documento interno, in cui viene annotato che “i vini vengono mischiati in un’unica vasca insieme a 150 ettolitri di Sauvignon già presente in cantina. In totale la massa creata ammonta a 850 ettolitri di vino bianco omogeneo”. A parlare, protetta dall’anonimato, come detto è un ex dipendente, che spiega il metodo con cui si riuscirebbero a soddisfare le richieste di enormi quantità di prodotto, attuando quelle che il presidente nazionale degli enologi Riccardo Cotarella, intervistato nella stessa trasmissione, definisce, se fossero confermate, “frodi pazzesche”.
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Nei documenti esibiti da Report sarebbero annotate, ovviamente in modo non ufficiale, proprio queste pratiche, tra cui l’aggiunta di acqua, vietatissima. Un altro colpo alla credibilità di un intero territorio che negli ultimi 10 anni è finito al centro di diversi scandali, veri o presunti? Forse.
Nel merito però, come detto, l’azienda in questione, ribatte punto su punto, annunciando azioni legali e sostenendo che i documenti esibiti sono falsi. Lo si vede – annota – da diversi aspetti, tra cui “differenti calligrafie, inesistenza di serbatoi delle capacità indicate, indicazione di fornitori dai quali l’azienda non avrebbe mai acquistato nulla”.
Insomma, accuse gravissime, quelle verso l’azienda in questione, ma anche quelle mosse in risposta all’inchiesta dalla stessa azienda verso i giornalisti di Report e le loro fonti.







