L’università di Pavia guiderà una ricerca europea sugli effetti del Covid-19

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L’epidemia di Coronavirus ha fatto male alla salute e, di riflesso, all’economia, ma in qualche modo ha avuto conseguenze anche sui comportamenti e sulla socialità delle persone. E mentre si sviluppano nuove ricerche mediche, si chiariscono le dinamiche del contagio e si cercano le più efficaci misure possibili di contenimento, i governi sono costretti a ricorrere a decisioni dettate dall’urgenza. È in questo scenario che nasce il progetto di ricerca Periscope, finanziato dalla Commissione europea e proposto da ben 32 istituzioni con sede in 10 nazioni, che saranno guidate dall’Università di Pavia.

L’obiettivo è quello di avere una conoscenza più approfondita dell’impatto dell’epidemia,  attraverso una ricerca che consideri diversi punti di vista: clinico ed epidemiologico; socio-economico e politico; statistico e tecnologico. Insomma, si vuole creare un “atlante” del Covid-19, facile da utilizzare e accessibile liberamente che dovrebbe diventare uno strumento di riferimento per ricercatori e responsabili dei processi decisionali e una fonte dinamica di informazioni da diffondere al pubblico. Il progetto vuole anche rafforzare la capacità dell’Europa di rispondere a shock simili, fornendo strumenti e protocolli da seguire in caso di necessità. Tra i referenti pavesi del progetto, anche l’infettivologo del Policlinico San Matteo di Pavia Raffaele Bruno.