Si tratta di un intervento che apre nuove frontiere per la cura dei pazienti parkinsoniani. Al’IRCCS Galeazzi di Milano è stato impiantanto su un paziente affetto da malattia di Parkinson un neurostimolatore in grado di “leggere” l’attività cerebrale.
Si tratta del primo intervento di questo tipo in Italia, effettuato grazie alla collaborazione della Fondazione Mondino di Pavia. Il neurostimolatore è in grado di rilevare “on-line” l’attività dei neuroni cerebrali mentre viene somministrata la terapia a pazienti con malattia di Parkinson. In questo modo si realizza un monitoraggio continuo degli eventi cerebrali in tempo reale. In base a questi dati, il medico può regolare le impostazioni di stimolazione che permettono di ‘liberare’ la corteccia cerebrale motoria, migliorando i sintomi della malattia, le abilità e la qualità di vita delle persone.
“Questo dispositivo è un punto di svolta e ci avvicina davvero all’idea di una medicina personalizzata – spiega il dottor Claudio Pacchetti, direttore del Centro Parkinson della Fondazione Mondino – oltre a rappresentare un passo significativo verso una nuova tipologia di stimolazione cerebrale che in futuro si adatterà autonomamente alle richieste di benessere del paziente”.
Sono oltre 2000 i pazienti con sindromi parkinsoniane seguiti ogni anno ambulatorialmente alla Fondazione Mondino. Sono più di 300, invece, i pazienti ricoverati annualmente nel reparto dedicato alle fasi avanzate per le cure ad alto contenuto tecnologico.







