Si è tenuta martedì mattina l’udienza preliminare per il femminicidio di Lidia Peschechera, uccisa nel febbraio del 2021 all’interno della sua abitazione di via Depretis, in zona Ticinello, a Pavia. Per quella vicenda è stato rinviato a giudizio Alessio Nigro, che all’epoca era il compagno di Lidia e a cui viene contestato l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Nigro aveva ammesso il delitto senza però indicare il movente, spiegando solo di avere strangolato la vittima al culmine di un litigio. Mentre in aula si teneva l’udienza, le amiche di Lidia e le attiviste del collettivo ‘Non una di meno’ hanno organizzato un presidio davanti all’ingresso del tribunale.
Alessio Nigro, dopo l’omicidio, era rimasto per tre giorni nell’appartamento di Lidia con il suo cadavere abbandonato nella vasca da bagno. Aveva usato il telefono della donna per mandare dei messaggi al datore di lavoro, così da depistare le indagini, ed aveva poi cercato di far perdere le proprie tracce fuggendo dall’abitazione del Ticinello, ma era stato arrestato dai carabinieri dopo poche ore. Nigro aveva detto di non essere lucido al momento del delitto perché aveva bevuto molto, ma secondo il perito nominato dal giudice, la condizione di alcolismo cronico dell’uomo non avrebbe condizionato la sua capacità di intendere e volere.

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