Pavia, l’ex assessore Lazzari assolto per il caso telecamere: era accusato di turbativa d’asta

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3 sentenze di assoluzione per l’inchiesta sull’appalto telecamere del Comune di Pavia. Il verdetto era atteso nei confronti dell’ex assessore comunale alla Mobilità Davide Lazzari, dell’ex dirigente di Asm Pavia Claudio Tedesi e dell’ex contabile della stessa multi-utility Pietro Antoniazzi. I tre erano a processo per un’indagine avviata nel 2015 che riguardava presunte irregolarità nell’assegnazione dell’incarico di realizzare un sistema innovativo di videosorveglianza nella città di Pavia. L’obiettivo del progetto era quello di di monitorare con videocamere ad alta tecnologia che solo i mezzi autorizzati accedessero alle zone a traffico limitato del centro storico. 

Un appalto da 73.000 euro che, però secondo la Procura, in base al codice del settore, doveva essere assegnato con una gara ad evidenza pubblica. Gara che però non ci fu  perché la somma fu suddivisa in due parti, una per acquistare gli strumenti e l’altra per il software necessario a farli funzionare. Per l’accusa si trattava di un escamotage per favorire una società toscana assegnandole l’incarico con affidamento diretto.


A distanza di 6 anni i tre imputati sono però stati assolti: “Spero che sia riabilitata l’onorabilità dell’ex assessore Lazzari – ha spiegato a Il Giorno l’avvocato difensore Orietta Stella – Lazzari aveva previsto un progetto innovativo che avrebbe reso Pavia una città pilota nel panorama della smart mobility, ma che negli anni seguenti non ha avuto seguito solo per inerzia della pubblica amministrazione. Ora il giudice ha tolto il velo di dubbio sulla vicenda – ha proseguito il legale – e oggi Lazzari è dirigente di una grande società di smart mobility che opera a livello internazionale: le sue idee innovative tutto sommato non sono state realizzate in città ma sono state accolte in altre grandi realtà urbane” ha concluso.