La maledizione dei ponti

Ponti, nuova emergenza in provincia: nel 2027 al via il cantiere alla Becca

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Più di un anno di cantieri che verranno gestiti con un senso unico alternato. La “maledizione” dei ponti torna a colpire la provincia di Pavia. Anas ha infatti annunciato che nel 2027 partirà un piano di manutenzione del ponte della Becca che durerà almeno 15 mesi. I lavori, condotti a traffico aperto tramite sensi unici alternati e ponteggi per contenere i disagi, serviranno per elevare la portata della struttura da 7,5 a 26 tonnellate attraverso interventi di rinforzo e consolidamento diffuso.

L’annuncio è stato dato durante l’ultima audizione della Commissione attività produttive di Regione Lombardia. Una notizia che, inevitabilmente, desta preoccupazione sia per le aziende che per i pendolari. L’incontro al Pirellone è stato chiesto da Confcommercio Pavia proprio per discutere della situazione dei ponti di Bressana Bottarone, Bereguardo e Pieve Porto Morone, dove i lavori stanno già causando forti disagi. I nuovi cantieri alla Becca rischiano di complicare ulteriormente una situazione per molti versi già critica. Confcommercio ha quindi chiesto a Regione Lombardia di istituire un fondo straordinario per sostenere le imprese penalizzate dalle chiusure e dalle limitazioni alla viabilità, insieme a un forte coordinamento tra gli enti coinvolti e a cronoprogrammi certi degli interventi.

L’obiettivo è evitare, per quanto possibile, la sovrapposizione di cantieri e chiusure sulle principali direttrici stradali e garantire a cittadini e imprese informazioni tempestive e costantemente aggiornate. L’associazione ha suggerito di adottare anche azioni di promozione e comunicazione per mantenere attrattivi i territori interessati e ricordare a cittadini e consumatori che negozi, ristoranti, strutture ricettive e attività di servizio continuano a essere aperti e raggiungibili.

Il fondo dovrebbe invece intervenire su due fronti: compensare almeno in parte i mancati ricavi e le significative riduzioni di fatturato direttamente riconducibili alle chiusure e riconoscere i maggiori costi logistici e di trasporto sostenuti dalle attività, compresi quelli legati alle consegne, agli approvvigionamenti e agli spostamenti aggiuntivi. In attesa di capire cosa deciderà la Regione e quando verranno terminati i lavori sugli altri ponti, per imprese e pendolari il 2027 rischia di essere l’ennesimo anno complicato sul fronte della viabilità.