Una linea ferroviaria tristemente martoriata da disagi e disservizi ogni giorno per i viaggiatori che la percorrono è la Milano-Mortara, una delle più frequentate dai pendolari lomellini. In base alle ultime rilevazioni ufficiali di Trenord, relative al mese di giugno, la tratta è tornata in bonus, per la seconda volta in 18 mesi. Ovvero da quando è cambiato il calcolo degli indennizzi per i ritardi.
A giugno i treni soppressi parzialmente o in ritardo sulla Milano-Mortara sopra i 15 minuti sono stati 140 sui 1331 complessivi. Una percentuale quindi del 10,52%, sufficiente per far scattare lo sconto sugli abbonamenti per i viaggiatori. Tutto ciò non ha portato però a un miglioramento del servizio ferroviario sulla Milano-Mortara. Bensì è stato solamente il frutto di una soglia di tolleranza sui ritardi, triplicata rispetto a prima. Quindi è molto più difficile per un pendolare ottenere il bonus in caso di ritardi dei treni.
Se si fosse tenuto conto delle regole precedenti, che facevano scattare automaticamente l’indennizzo con ritardi superiori ai cinque minuti, a giugno la Milano-Mortara sarebbe finita in bonus per il quarantesimo mese consecutivo. Oltre al danno, quindi la beffa per i viaggiatori. A sostenerlo è anche Franco Aggio, presidente dell’associazione MiMoAl, che raggruppa i pendolari della linea Milano-Mortara-Alessandria e che ricorda come i disagi sulla linea restino tuttora. A complicare ancora di più le cose è anche il fatto che l’indennizzo, in caso di ritardo dei treni, non viene più erogato automaticamente, ma deve essere richiesto dagli utenti.







