“L’ultimo dei miei pensieri era quello di vedere i nostri progetti annientati da una bomba”. Queste le parole dello psicologo oncologico del San Matteo, Damiano Rizzi, presidente della Fondazione Soleterre che si occupa della cura dei bambini malati di cancro in vari paesi, tra cui l’Ucraina. Un luogo da cui medici e pazienti sono dovuti fuggire dopo l’attacco russo.
L’ultimo paziente, Artem, tre anni, è arrivato martedì a Linate. Rizzi e la sua équipe stanno lavorando molto sul piano psicologico. “I pazienti oncologici che stiamo seguendo – ha spiegato – hanno già subito dei traumi per il solo fatto di aver conosciuto la diagnosi di malattia. Inoltre, hanno dovuto affrontare le cure in un contesto di guerra in scantinati e con lunghi viaggi. Quello che stiamo affrontando è un lavoro difficile, anche perché le mamme sono traumatizzate e i papà in Ucraina”.







