Voglio che tutti sappiano com’è andata. A parlare è Giorgio Falbo, il sindaco di Barbianello finito agli arresti domiciliari con l’accusa di concussione, misura che è stata revocata dopo pochi giorni. Secondo l’accusa Falbo, che ha una ditta di trasporti con cui movimenta anche fanghi che poi vengono sparsi nei campi, aveva intimato a un agente di polizia locale in servizio sia a Barbianello che a Mezzanino, di non andare a controllare uno spandimento come invece richiesto dal sindaco di Mezzanino Adriano Piras. La faccenda è finita al centro dell’inchiesta sui presunti fanghi inquinati prodotti dalla Var di Belgioioso, che venivano sparsi proprio nei campi attorno a Barbianello: un’attività che, tuttavia, aveva provocato le proteste dei residenti nei comuni limitrofi per le molestie olfattive.
Secondo Falbo però, lui o gli autisti non potevano essere a conoscenza di eventuali inquinanti presenti nel carico e, soprattutto, l’episodio specifico non avrebbe avuto alcuna ragione d’essere: i fanghi che si sarebbero dovuti spargere in alcuni terreni golenali del comune di Mezzanino infatti non provenivano dalla Var ma da un’altra azienda estranea all’inchiesta. Non avrebbe avuto alcun senso tentare di impedire un controllo, peraltro dopo che ce n’erano già stati almeno un paio- questa la teoria di Falbo. Non solo, secondo il sindaco imprenditore, anche volendo lui non avrebbe potuto impedire all’agente di polizia locale di svolgere i controlli negli orari in cui dipendeva direttamente dal comune di Mezzanino.
Eppure, nella telefonata intercettata dalla procura, si sente proprio il sindaco Falbo che dice all’agente di non andarci in quel campo, di prendersi qualche giorno di ferie ed evitare. Perché se non c’era nulla da nascondere? Secondo Falbo il motivo starebbe nel fatto che attorno a quello spandimento, all’interno del parco del Ticino, sarebbe nato un contenzioso tra la ditta di trasporti di Falbo da una parte e il vicesindaco di Mezzanino e un’agricoltore locale dall’altra, che sostenevano che in quel posto non si potevano spandere i fanghi. Un contenzioso talmente aspro che, a un certo punto, l’agricoltore aveva tentato di chiudere bloccare l’accesso ai campi. Insomma, come si dice, un “vespaio” da cui, pur non avendo nulla da nascondere, il sindaco avrebbe consigliato al vigile di tenersi alla larga, visto che erano già intervenuti sia l’Arpa che i carabinieri.







