Chat violente a Voghera, le opposizioni chiedono in coro le dimissioni del sindaco

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Dimissioni immediate, e poi subito al voto. Il giorno successivo alla nuova bufera abbattutasi sull’amministrazione di Voghera, la ribattezzata “chat della vergogna”, l’opposizione in consiglio comunale chiede conto di 11 mesi che hanno precipitato la città in una gogna mediatica internazionale e in un’amarezza probabilmente senza precedenti. Secondo il Partito democratico, questo sarebbe il risultato dell’estremismo di destra che caratterizza l’amministrazione, scelta, lo ricordiamo, dalla stragrande maggioranza dei vogheresi alle elezioni di un anno fa (Garlaschelli sfiorò la vittoria al primo turno con il 49,20% dei consensi contro il 21,28% di Nicola Affronti e si aggiudicò il ballottaggio con oltre il 66% delle preferenze).

Nicola Affronti, sfidante sconfitto l’anno scorso, chiede la revoca delle deleghe all’assessore Giancarlo Gabba, autore del commento sull’uso delle armi che ha suscitato questa nuova bufera. 

Duro anche il commento di Antonio Marfi, consigliere comunale candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle, per quale il tema della sicurezza è stato affrontato nel modo sbagliato. 

Il silenzio dell’amministrazione e dei coordinatori locali delle forze politiche di maggioranza, è stato interrotto solo dalla voce dei due parlamentari pavesi Gianmarco Centinaio, sottosegretario leghista e Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia. Per Centinaio quelle pronunciate da Gabba sono parole gravi, ma – ha spiegato – nella vita si può sbagliare e le persone e gli amministratori vanno valutati dai risultati, assicurando quindi il sostegno del partito.

Secondo Cattaneo, invece, Gabba “dovrebbe chiedere scusa pubblicamente”, ma il deputato forzista fa anche notare di essere stato in prima linea nella richiesta di avvicendamento nella delega alla sicurezza prima in capo a Massimo Adriatici, finita poi a William Tura, ritenuto più moderato.