La prima crepa in futuro nazionale arriva da Pavia. Luca Sforzini è il primo espulso di Futuro Nazionale, il partito del generale Roberto Vannacci. L’uomo politico Oltrepadano fu tra i primi, con il suo Centro studi rinascimento nazionale a credere nel progetto dell’ex parà della Folgore. Ma è anche tra i primi a essere espulso. Nei giorni scorsi non erano mancate prese di posizioni di Sforzini contro la linea troppo autoritaria di Vannacci e contro le cosiddette cornacchie nere. Due giorni fa Sforzini è stato allontanato dalla chat di gruppo di Futuro Nazionale e nella mattina dell’8 settembre le agenzie hanno battuto la notizia dell’espulsione dal partito. Proprio a ridosso dell’evento organizzato nel castello di famiglia dedicato al Risveglio della Decima Corporazione. Le prese di posizione di Sforzini non sono state tenere. Ha ricordato la propria provenienza dal mondo Repubblicano, fu vice segretario del Pri, e ha parlato di clima agghiacciante. Il nodo attorno al quale è girata tutta la questione ha riguardato soprattutto la presa di distanza dal fascismo. E martedì mattina i problemi sono esplosi nella loro complessità e Sforzini è stato allontanato d’ufficio dal neonato partito. «Leggo ed apprendo così dalle agenzie di stampa della mia espulsione da Futuro Nazionale. Evidentemente a Vannacci i grilli parlanti non piacciono e le cornacchie nere, che si sono ormai impossessate della gestione del partito, amano lanciarli contro il muro” ha commentato Sforzini che deteneva la tessera numero 18 del partito di Vannacci. Sforzini ha parlato poi di visione misogina e liberticida della società e ha ribadito di non considerare le nostalgie e le suggestioni totalitarie un valore della destra.

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