“Ingrata, inadueguata, chiusa, elitaria”. Sono alcuni degli aggettivi con cui l’ex assessore di Voghera Francesca Miracca definisce il sindaco Paola Garlaschelli, che l’altra settimana le ha dato il benservito revocandole le deleghe, ufficialmente, a causa di quelle parole rubate carpite e pubblicate dal Foglio a pochi giorni dall’omicidio di piazza Meardi sull’uso delle armi. Perchè ha considerato più gravi le parole rubate nel mio locale che quelle scritte in chat da Gabba? E perché il 25 luglio quando le scrissi per chiedere cosa fare dopo l’articolo incriminato non mi ha mai risposto?
È un fiume in piena l’ex assessore che, martedì, ha deciso di indire una conferenza stampa assieme al compagno e consigliere comunale Pierfelice Albini, anche lui leghista della prima ora e oggi fortemente critico sia sull’amministrazione comunale sia sulla condizione del partito a Voghera.
Il sindaco Paola Garlaschelli sarebbe “un’ingrata, anche perché – secondo Miracca – sarebbe stato proprio grazie alla Lega che avrebbe ottenuto anche incarichi professionali di prestigio ancor prima di diventare primo cittadino sotto la bandiera del Carroccio”.
Questo ricatto sarebbe – secondo quanto riferito – quello di Garlaschelli alla segretaria cittadina della Lega Elena Lucchini: “o si dimette Miracca o lo faccio io”, avrebbe intimato il sindaco.
Ma alla fine di tutto, forse il vero bersaglio dell’attacco, è la Lega vogherese e la stessa segretaria Elena Lucchini, “incapace – secondo Miracca – di dettare una linea chiara all’amministrazione”. E arriva l’annuncio: “la vera Lega a Voghera siamo noi”. Il guanto di sfida per la guida della segreteria cittadina è lanciato e l’occhio ai maggiorenti Ciocca e Centinaio, strizzato.







