Mondiale enduro, dossier (richieste) elle associazioni: gravi danni, servono tracciati dedicati

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I lavori di ripristino di strade forestali, sentieri e alvei dei torrenti su cui si è svolta la 6 giorni di enduro sono ampiamente insufficienti nel numero e, in ogni caso, la loto tenuta dovrà essere verificata nel tempo. È questo, in estrema sintesi, il senso del bilancio presentato dal forum di associazioni Sentieri vivi delle 4 province a tre mesi esatti dalla conclusione del mondiale motociclistico che ha portato oltre 600 centauri da ogni parte del mondo tra la valle Staffora, in Oltrepò pavese, e le piemontesi ancorché adiacenti valli Curone e Grue. I volontari della associazioni aderenti al forum come annunciato hanno documentato la situazione prima e dopo il passaggio della gara arrivando a conclusioni amare.

Particolarmente critica – secondo le associazioni – la situazione su alcuni sentieri e soprattutto negli alvei dei torrenti usati come campo gara come l’Aronchio e lo Staffora, ma anche alcuni sentieri storici sarebbero stati danneggiati irreparabilmente. Le associazioni hanno sottolineato anche, per quanto riguarda il Piemonte, lo svolgimento di prove speciali fuori dai giorni consentiti.

“In conclusione – spiegano in nel dossier di 27 pagine – appare anacronistica e contraria a modalità di adeguato accesso agli spazi naturali – tanto più se con valenze paesaggistiche e naturalistiche – una fruizione di forte impatto, “intensa”, quale quella che avviene attraverso gli sport motoristici. Viste le conseguenze sull’ambiente documentate – concludono – si auspica che lo svolgimento di questo tipo di manifestazioni avvenga esclusivamente su circuiti individuati e dedicati stabilmente, ciò che, tra l’altro, consentirebbe anche una maggiore sorveglianza ed un più immediato intervento in caso di incidenti ai praticanti”.