Grandi manovre politiche a Voghera, in vista delle elezioni amministrative della primavera 2026. Conclusa, a fine febbraio, la pratica della congresso cittadino di Fratelli d’Italia, che ha visto la riconferma del segretario uscente Vincenzo Giugliano, ora nel centro destra gli occhi sono puntati a quello di Forza Italia, un partito in crisi a livello nazionale ma che in provincia e a Voghera in particolare continua ad essere molto attrattivo, raccogliendo oltre 700 iscritti, quasi il doppio del capoluogo Pavia.
Previsto inizialmente per il 16 marzo, il congresso è stato rimandato a fine mese. Questioni organizzative, si dice. L’impressione, in realtà, è che la vera ragione sia l’accesissimo dibattito interno, con il segretario provinciale Antonello Galiani che sta cercando di trovare una quadra sul nome del prossimo leader cittadino degli azzurri. Aurelio Torriani, due volte sindaco, è sostenuto dalla commissaria uscente Marina Azzaretti e da una un buon numero di attivisti, ma sul suo nome è quasi scontato il veto di un altro ex sindaco, Carlo Barbieri, che sostiene la candidatura dell’avvocato Alessandro Menini.
Il gruppo di Barbieri, inoltre, non sarebbe propenso a sostenere la ricandidatura a sindaco di Paola Garlaschelli, entrata di recente in Fratelli d’Italia, e su cui era già arrivato il via libera del deputato Alessandro Cattaneo.
In area progressista, proseguono invece gli incontri tra i partiti di opposizione. Al tavolo del fronte “anti destra” hanno aderito Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Civica, Azione, Italia Viva, Sinistra Italiana e Rifondazione mentre resta a guardare, sulla riva del fiume, l’Udc di Nicola Affronti, sconfitto all’ultimo ballottaggio da Paola Garlaschelli: “A Voghera si vince con il voto moderato” ha dichiarato.







