Dall’ostessa incontrata da Renzo a Gorgonzola, nella sua fuga da Milano a Bergamo, nel 16° capitolo de’ “I promessi sposi” di Manzoni, al macabro brindisi di Rosmunda, seconda moglie del re dei Longobardi Alboino, che la costrinse a bere nel teschio di suo padre.
Poi Mirandolina, della Locandiera di Goldoni e, a ritroso, fino al “Nunc est bibendum” di Orazio dedicato a Cleopatra. O, ancora più addietro, alla celebre favola di Esopo sulla volpe e l’uva.
Nel suo ultimo libro la scrittrice pavese Cinzia Montagna ripercorre le vicende di alcune delle “donne del vino”, sia storiche che letterarie, più famose di tutti i tempi.
Con un omaggio al greco Esopo (e al dialetto del suo Oltrepò), ha intitolato la sua ultima fatica “La volpe e la cavagna, miti, storie e parole di vino al femminile”.
Storie che, a giugno, sono al centro di una serie di incontri enologici e letterari sulle colline di Casteggio, tra i vigneti di Mairano. Qui, già ai tempi di Cleopatra, si produceva un vino eccezionale, come racconta il sommelier Filippo Zaaffarana, profondo conoscitore dei segreti di questa terra e dei suoi frutti.
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Cleopatra, Rosmunda e Mirandolina: Cinzia Montagna racconta le donne del vino

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