“Dammi il pesce o sparo”: un arresto a Broni nell’operazione Tonno Rosso

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Abbordavano le barche dei pescatori e li minacciavano con la pistola: “qui sei a casa nostra, dammi il pesce o sparo”. Così, nel giro di tre giorni, 4 individui sono riusciti a estorcere una tonnellata di pregiato tonno rosso a diverse imbarcazioni, o “tonnare”, che pescavano nel mar Tirreno, nei pressi della costa della provincia di Cosenza.

Uno di loro, un 34enne originario proprio del Cosentino, è stato raggiunto a Broni, in Oltrepò e arrestato nelle scorse ore. Quali affari legassero il giovane pregiudicato (e condannato in via definitiva per gravi reati) alla cittadina pavese non è chiaro. Gli uomini della Guardia di finanza di Voghera, d’intesa con la Procura di Paola (CS) e le fiamme gialle della stazione navale di Vibo Valentia, l’hanno raggiunto all’alba e portato in carcere a Voghera con l’accusa di estorsione aggravata da una serie di elementi. Tra questi, spiegano gli inquirenti, l’aver agito in gruppo e con l’uso di un’arma da fuoco.

In più, lui e un altro membro della “banda del tonno rosso” non erano esattamente degli stinchi di santo, in quanto condannati per associazione a delinquere finalizzata a una reati come spaccio di droga, estorsione, rapina e porto d’armi illegale. Nonostante il consistente curriculum criminale, secondo gli inquirenti la banda non avrebbe avuto alcuna contiguità con le cosche calabresi.