Sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di incendio colposo i tre manager di Eni che erano in servizio il primo dicembre del 2016, giorno in cui prese fuoco parte dell’impianto Est di Sannazzaro de’ Burgondi. Paolo Chiantella e Giuseppe Nozzetti, all’epoca rispettivamente responsabile e vice responsabile dell’impianto, e Antonello Micaglio, digente dei sistemi tecnici, secondo le accuse avrebbero omesso di mettere in atto tutte le procedure necessarie a impedire l’incidente. Il giudice del tribunale di Pavia Fabio Lambertucci ha accolto le richieste della procura e disposto dunque il rinvio a giudizio per i tre: il processo inizierà il 4 marzo. Il rogo divampò il dicembre di tre anni fa in un impianto dell’Isola 6: secondo la perizia della procura, a causare l’incidente fu un guasto al compressore che pompava idrogeno. Il conseguente surriscaldamento del reattore provocò la rottura di una tubazione e quindi líincendio. Secondo líaccusa, i dirigenti non fermarono líimpianto, ma cercarono anzi di riavviare il compressore, e questo nonostante gli allarmi fossero già scattati. Al momento parte dell’area rimasta coinvolta nell’incidente rimane sotto sequestro. Le fiamme, quel giorno, causarono gravi danni e dall’impianto si sprigionò una nube di fumo visibile a chilometri di distanza, ma fortunatamente nessun operaio rimase ferito.

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