Il Consorzio di tutela dei vini sarà parte civile nel processo per la presunta frode del vino dell’Oltrepò e si riserverà la possibilità di chiedere un risarcimento per il danno di immagine subito dal comparto. È l’ultimo atto della vicenda giudiziaria ch, la scorsa settimana, ha portato a 7 misure cautelari nei confronti di altrettante persone coinvolte nella presunta frode alla cantina sociale di Canneto Pavese. La decisione di essere parte civile nel processo è stata presa dal consiglio di amministrazione nella giornata di lunedì.
Intanto, dopo lo stop del week end, sono ripresi gli interrogatori di garanzia, mentre le indagini di carabinieri e guardia di finanza proseguono a ritmo serrato. Oltre al presidente Carini e alla sua vice Colombi, in questi giorni sarà sentito anche l’enologo 65enne Aldo Venco, che subito dopo l’arresto si era auto-sospeso dalla carica di vice-presidente di Assoenologi per la sezione Lombardia e Liguria.
Noi abbiamo chiesto un commento sulla vicenda al presidente nazionale della prestigiosa associazione di categoria Riccardo Cotarella, giunto lunedì mattina a Voghera per una lezione con una cinquantina di studenti dell’Istituto agrario Gallini. Il noto enologo dalla scorsa estate è impegnato in Oltrepò come consulente della cantina Terre d’Oltrepò per un progetto dedicato alla crescita della qualità dei prodotti.







