“Basta con le cooperative, vogliamo una sola società che assuma direttamente i dipendenti”. Questo, assieme ad altre rivendicazioni sindacali, il senso dello sciopero dei lavoratori della Città del libro di Stradella indetto dal sindacato Si Cobas. Dalle prime luci di mercoledì circa 300 lavoratori hanno incrociato le braccia e bloccato l’accesso alla logistica ai mezzi in entrata e in uscita con ovvi disagi per la circolazione delle merci.
La richiesta di istituire una società a responsabilità limitata al posto del consorzio di cooperative – che oggi si occupa di distribuire il lavoro ai circa 500 operai assunti e ad altrettanti stagionali – era già emersa nel corso degli ultimi incontri. Ora prende la piega di un braccio di ferro.
Secondo il sindacato, così sarebbero garantiti maggiori e uguali diritti ai lavoratori. Per esempio il pagamento al 100% della malattia o l’introduzione dei buoni pasto e, in definitiva, l’applicazione del contratto nazionale del settore.
Lo sciopero giunge a breve distanza da una temporanea distensione tra azienda e sindacati, dopo l’assunzione a tempo indeterminato di 65 lavoratori precari. Ma le rivendicazioni e le prese di posizione contro il sistema delle cooperative vanno avanti da tempo e si sono acuite dopo l’inchiesta che, nell’estate 2018, aveva portato all’arresto dei vertici del consorzio di coop Premium Net per caporalato e frode fiscale. Lo stesso consorzio, composto da decine di cooperative, era quindi fallito e al suo posto, dopo mesi di tensioni, era subentrato quello attuale, che si basa su due sole coop. “Ma – sostengono gli scioperanti – ora è necessario cambiare radicalmente il sistema stesso”.
A Stradella, nel corso della manifestazione, è intervenuta la Questura di Pavia ed è probabile che gli organizzatori vengano denunciati per aver impedito il transito dei mezzi nell’ambito di una manifestazione non autorizzata.







