Terme di Salice, deserta anche la seconda asta

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Anche la seconda asta per la vendita delle storiche Terme di Salice, dichiarate fallite ormai da 2 anni, è andata deserta. La drastica riduzione del prezzo di acquisto, passata da 5 a 3,7 milioni di euro e una clausola che rendeva valide anche offerte più basse del 25% non sono state sufficienti a convincere alcun imprenditore a farsi avanti. Ora gli occhi sono puntati al prossimo appuntamento che il tribunale sarebbe intenzionato a fissare per il mese di aprile.

L’ulteriore ribasso potrebbe attestarsi al 25% portando la base d’asta a poco più di 2,5 milioni di euro. Con questa cifra chi si farà avanti diventerà proprietario di una serie di beni immobili quasi infinita in varie situazioni di conservazione. Oltre allo stabilimento vero e proprio, con piscine e impianti per il trattamento con le acque salso-bromoiodiche, chi comprerà le Terme, diventerà proprietario del vecchio Grand Hotel, di locali alcuni da ballo, del caffè dei Bagni, di un Parco secolare e persino di una Chiesa dedicata a S. Maria Nascente, oltre, ovviamente al marchio e alle varie licenze per l’esercizio dell’attività.

Visto l’esito negativo dell’asta, la riapertura dello stabilimento per il 2020 appare dunque sempre più difficile. Lo storico stabilimento è chiuso ufficialmente dal febbraio del 2018, quando la società, dopo vari passaggi di mano, fu dichiarata fallita, sommersa com’era da oltre 10 milioni di debiti.