Ultimi giorni di vendemmia in Oltrepò Pavese dove continuano i sopralluoghi dei tecnici che confermano un drastico calo della produzione di uva, in media attorno al 50%, dovuto al dilagare della peronospora. Un calo che, seppur meno marcato, viene riscontrato anche in altre zone della Lombardia.
Secondo le stime di Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini appena presentante, in regione la riduzione attesa è del 30%, con una produzione di 840 milioni di ettolitri contro il milione e 200mila del 2023. I dati confermano dunque un’annata molto difficile sebbene, a livello nazionale, si assista a un aumento della produzione del 7% rispetto all’anno scorso (annata comunque ben al di sotto della media storica).
Se infatti alcune regioni hanno sofferto l’andamento climatico anomalo, come il Trentino dove si raccoglierà il 12,4% in meno e la Val d’Aosta, con il 20% in meno, altre hanno retto. In Liguria il calo atteso è solo del 3%, stabili Veneto e Friuli Venezia Giulia, mentre in Emilia Romagna la produzione cresce del 7%, in Piemonte del 10%.
Per il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, intervenuto a Ortigia, in Sicilia, nell’ambito del G7 Agricoltura,”è stata una delle vendemmie più impegnative degli ultimi decenni – ha spiegato – la vendemmia di quest’anno si inserisce in un quadro meteorologico estremo.
Le varietà più precoci, in alcune zone, sono state raccolte con rese inferiori e una qualità segnata dalle condizioni meteorologiche avverse, mentre le varietà più tardive hanno subito ritardi o anticipi nella maturazione. Mai come quest’anno – ha aggiunto – gli enologi sono chiamati a dimostrare la competenza scientifica per gestire al meglio sia la conduzione della vigna sia quella della cantina”.







