Vigevano: la procura affila le armi, ma Ceffa ci riprova

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Entro l’inizio della prossima settimana il sindaco di Vigevano Andrea Ceffa, oggi ai domiciliari con l’accusa di corruzione presenterà al gip la richiesta di revoca della misura cautelare. Ceffa ha già visto la propria richiesta di tornare in libertà bocciata sia dal Giudice per le indagini preliminari, che dal tribunale del riesame, ma la situazione, giudiziaria e politica, mutata ha aperto una speranza nel sindaco di Vigevano che è ai domiciliari dal 28 ottobre, accusato di aver corrotto la consigliera comunale Roberta Giacometti con una consulenza per non abbandonare la maggioranza. La chiusura delle indagini avrebbe fatto decadere l’ipotesi di un inquinamento delle prove e il cambio di maggioranza, sempre secondo la difesa, farebbe venire meno l’ipotesi di una reiterazione del reato. A certificare le mutate condizioni sarà il consiglio comunale di giovedì sera. Nelle motivazioni con le quali il tribunale del riesame aveva bocciato la richiesta di Ceffa, c’era la maggioranza risicata, che avrebbe ricreato le stesse condizioni della congiura di Sant’Andrea, per far cadere la giunta. Insomma con 13 consiglieri contro 9, grazie all’ingresso in maggioranza di Forza Italia, Ceffa avrebbe una maggioranza salda, diversamente dal passato. Se la richiesta venisse accettata Ceffa ritornerebbe in gioco dal punto di vista politico, il comune è retto da novembre da una vice, ma per lui la battaglia più pesante, dopo la richiesta di rinvio a giudizio, sarà nelle aule di tribunale.