Il momento è delicato e se da una parte crescono i timori di un conflitto regionale più ampio, anche l’impatto sui prezzi del petrolio di una eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz non può essere sottostimato. La preoccupazione arriva anche dall’ambasciatore ed ex Presidente dell’Istituto per gli studi di politica internazionale Giampiero Massolo.
“La chiusura dello Stretto di Hormuz sarebbe una reazione che provoca un’escalation. Sarebbe una reazione autolesionistica perché l’Iran esporta il petrolio da lì”. “In secondo luogo sarebbe contrario anche agli interessi cinesi e non dimentichiamoci che la Cina è una potenza favorevole all’Iran… In terzo luogo sarebbe una sfida aperta agli Stati Uniti e alla comunità internazionale, la quale come tutti vedono e hanno visto non ha criticato l’obiettivo degli attacchi Usa”.
L’Italia dal canto suo assicura l’ambasciatore sta facendo tutto quello che deve.
Infine, sulla possibilità che l’Ucraina prima vittima del conflitto mediorientale, Massolo ha parlato di una “logica di potenza”.







