Il TAR della Lombardia ha respinto la richiesta di sospensiva presentata contro la vendita dello stadio Meazza da parte del Comune di Milano. Un ricorso che puntava a bloccare l’iter di trasferimento dell’impianto alle due società calcistiche, Milan e Inter. Ma oggi la giustizia amministrativa ha detto no. Cosa significa? Che la strada per la cessione dell’impianto ai club è ora libera, almeno per la fase preliminare. Il Comune potrà proseguire con le procedure che porteranno, potenzialmente, a una vendita condivisa del Meazza, dopo decenni di gestione pubblica.
La decisione arriva in un momento cruciale: mentre entrambe le società portano avanti i progetti paralleli per stadi alternativi – Milan a San Donato, Inter a Rozzano – ora si apre la possibilità concreta di mantenere il Meazza vivo e attivo, anche grazie a un futuro intervento privato. Ma la partita legale non è finita: il TAR ha respinto solo la richiesta di sospensiva cautelare, non il giudizio di merito, che arriverà più avanti. Intanto, comitati e associazioni, contrari alla vendita e al possibile abbattimento futuro dello stadio, annunciano nuove mobilitazioni.
Eppure, qualcosa oggi è cambiato. Per la prima volta, il destino di San Siro sembra davvero nelle mani delle due squadre. Una nuova era per il “tempio del calcio”? Il fischio d’inizio, almeno sul fronte legale, è appena suonato.
su tutti Luigi Corbani del Comitato Sì Meazza che in una nota ha descritto come fuori luogo il parlare di via libera alla compravendita e alla demolizione di San Siro.







