Si fingevano operatrici del Comune per truffare gli anziani. Arrestate a Milano 3 donne

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Si fingevano dipendenti comunali per entrare in casa delle loro anziane vittime e una volta all’interno dell’appartamento, mentre una distraeva il proprietario, l’altra si impossessava di gioielli e contanti.

È questo il modus operandi, sempre identico, che tre donne nomadi, di 70, 47 e 30 anni, utilizzavano per compiere truffe all’interno di case di persone anziane.
Due di loro sono state arrestate ieri nell’ambito dell’operazione “Municipal Fake” coordinata dal pool truffe soggetti deboli, un’operazione condotta tra Milano e la regione Piemonte, con l’accusa di furto in abitazione aggravato e di sostituzione di persona. L’altra complice, la più giovane, invece, risulta ancora essere latitante

Le tre donne agivano sempre nello stesso modo, dopo aver individuato l’anziana vittima la seguivano fino alla porta di casa, nella quale poi si introducevano spacciandosi per operatrici del Comune, incaricate di verificare i medicinali assunti, al fine di consentire un’esenzione dal pagamento del ticket sanitario.
Con questo stratagemma, le malviventi chiedevano agli anziani di controllare l’esistenza di denaro e gioielli all’interno dell’abitazione, dicendo di dover accertare le condizioni economiche per garantire l’esenzione.
Le vittime a quel punto ingannate, mostravano alle malviventi dove nascondevano i contanti o gli oggetti più preziosi.

E così – solo dopo essersi fatte mostrare i punti della casa da poter svaligiare – una delle due truffatrici diceva di doversi recare in bagno e, mentre l’altra intratteneva la vittima in un’altra stanza, si muoveva liberamente all’interno dell’abitazione sottraendo i beni di valore, dai gioielli agli assegni, circa tra i 500 e i 5 mila euro ad episodio, per poi subito dopo allontanarsi velocemente dall’appartamento dell’anziane vittime.

Le truffe, almeno 8, sono tutte avvenute tra il maggio del 2018 e il dicembre dello stesso anno, con un ritmo serrato. Le donne, due delle quali residenti nel campo nomade di Ghislarengo in provincia di vercelli e l’altra in quello di Galliate a Novare, arrivavano sul posto in macchina, ed è proprio grazie al controllo delle autovetture che transitavano nei varchi prima e dopo ogni colpo, che gli agenti sono riusciti ad arrivare alle truffatrici sottoposte poi a identificazioni da parte delle vittime.