Il futuro di San Siro continua a far discutere. Tra vincoli storici, ricorsi, grandi eventi e piani di vendita, lo stadio simbolo di Milano è oggi al centro di una vera e propria battaglia politica e urbanistica i cui passaggi chiave formano una lunga rete di eventi. Era infatti previsto che entro l’estate si arrivasse a un accordo: con Milan e Inter pronti a rilevare San Siro dal Comune, e con l’obiettivo di abbatterlo e costruire un nuovo impianto nell’area adiacente.
Il sindaco Beppe Sala aveva aperto alla vendita, indicando luglio come termine utile per formalizzare l’intesa, prima dell’arrivo del vincolo storico sulla struttura.
E qui si arriva al nodo centrale: il vincolo. Secondo quanto stabilito dalla Soprintendenza, il secondo anello di San Siro potrebbe diventare bene tutelato dal prossimo 10 novembre, 70 anni dopo il completamento dei lavori, datato 1955. Ma i comitati contrari alla demolizione – come il ‘Comitato Sì Meazza’ – sostengono che quel vincolo sia già attivo da gennaio facendo finire la questione davanti al Tar che il 16 luglio era arrivaato ad una prima decisione respingendo la richiesta di sospensiva, permettendo quindi al Comune di proseguire con l’iter della vendita.
Ma attenzione: si tratta solo di un passaggio preliminare. L’udienza di merito è ancora da fissare, e sarà decisiva per chiarire se San Siro potrà davvero essere abbattuto o se dovrà essere preservato come patrimonio architettonico. Nel frattempo, lo stadio resta centrale per un altro evento storico: le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Il Meazza ospiterà la cerimonia d’apertura, e rimarrà operativo almeno fino al 2030, qualsiasi decisione venga presa sulla sua sorte.
A questa ragnatela si è poi aggiunta un’altra doccia fredda: San Siro è stato ufficialmente escluso dagli stadi che ospiteranno Euro 2032. Lo ha deciso la UEFA, che ha giudicato l’impianto non più all’altezza degli standard internazionali. Solo un nuovo stadio potrebbe rientrare tra le sedi selezionate.
Insomma, San Siro resta al centro di un confronto acceso tra passato e futuro, tra tutela e trasformazione. E mentre Milano si prepara a ospitare grandi eventi sportivi, la partita più importante – quella sul destino del suo stadio – sembra ancora da giocare.







