Al Museo della Permanente di Milano la settima edizione di Amart, sull’antiquariato

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Per cinque giorni, Milano diventa crocevia della storia dell’arte, dall’antichità fino ai giorni nostri, mettendo in mostra opere di ogni epoca, dai dipinti degli Antichi Maestri fino a pezzi unici di design. Fino al 9 novembre torna AMART, la mostra dell’antiquariato visitabile nei due piani del Museo della Permanente. Aderiscono a questa settima edizione 61 espositori, sia italiani che internazionali, tra cui 13 nuovi partecipanti.

Tra i dipinti, spiccano le tele ottocentesche del pittore Francesco Hayez selezionate dalla Galleria Apolloni di Roma, i lavori di Carlo Arienti visitabili nello spazio di Antichità All’Oratorio di Bologna e l’opera “Mi ricordo quand’ero fanciulla – Ultime ore serene”, di Angelo Morbelli, nello stand della genovese Capozzi Anticihtà.

Passando alle sculture, Callisto Fine Arts di Londra offre un imponente busto seicentesco in marmo che ritrae Paolina Maggiore, madre dell’Imperatore Adriano. La galleria milanese Dalton Somaré, invece, espone una figura femminile in legno della fine del XIX secolo, appartenente all’arte africana.

Anche l’arredo ha uno spazio significativo all’interno del percorso espositivo. La Mirco Cattai di Milano, specializzata in tappeti orientali antichi, espone l’esemplare Transilvania a doppia nicchia, datato metà XVII secolo e proveniente dall’Anatolia Centrale. Di Mano in Mano, sempre milanese, mostra invece una sala completa di Eugenio Quarti, soprannominato il principe degli ebanisti.

Tra i nuovi partecipanti, spicca invece l’unione che fa la milanese BKV Fine Art della tela della Sacra Famiglia con il soggetto di Sant’Anna.